Nel fine settimana ero al mare tranquilla con mio moroso (ok, “fidanzato”, per i non veneti !). Mi godevo pacifica il sole e la sabbia calda, distesa ad asciugarmi dopo una splendida nuotata.

Ovviamente a fine luglio non puoi aspettarti questa gran tranquillità in spiaggia a Rimini, così ormai ho fatto pace col fatto che, mentre cerchi di farti un sonnecchio rilassante, puntualmente ti arrivano all’orecchio conversazioni che vanno dal geniale al demenziale (e chissà com’è, sarà il sole, ma di solito prevale il demenziale…).

Comunque insomma, ero lì che stavo da Dio, tranquilla, beata e rilassata, convinta di essere ormai del tutto immune alle chiacchiere da ombrellone, quando all’improvviso sono stata risucchiata all’interno di una conversazione che mi ha fatto l’effetto di un scarica elettrica, per quanto nervoso mi ha fatto venire!

Se mi segui da un po’ sai che sono una tipa molto tranquilla, stile vivi e lascia vivere, a meno che non mi si venga a tirare in ballo qualcosa che riguarda il mio lavoro (e tutte le giga ore di studio ed esperienza che ci sono dietro).

Insomma, ero lì tranquilla che ascoltavo il rumore del mare, pressochè del tutto anestetizzata al chiacchericcio a base di “Il pupo stanotte non ha dormito nulla, sono stressatissima”,
“Mio marito per fortuna è a casa così mi godo un po’ di santa pace”,
“Oh, ma hai sentito di Gigi D’Alessio, dei suoi debiti e di sua moglie che l’ha mollato?”,
“Ma Fedez e la Ferragni si sono poi sposati?” “Maddai, hanno avuto anche due gemelli??”

Quando ad un certo punto – maledizione! -le orecchie hanno sintonizzato il mio cervello sulle due tizie dell’ombrellone 37…

“No mi vergogno di venire fino al bar con te, c’è troppa gente!  Sono proprio fuori forma…
ma DA SETTEMBRE CI RIPROVO!
Mi metto a stecchetto e attacco ad andare di nuovo in palestra, mi faccio rifare una scheda nuova e riparto”.

Già qui comincio sentire i primi segni del nervoso che parte…

Penso dentro di me

Eccone un’altra, poverina, destinata a fare la fame, spaccarsi la schiena in palestra salvo arrivare a metà dicembre ad ingozzarsi di panettone per consolarsi della frustrazione dei risultati mancati, come al solito”

Al che le risponde la sua amica

– “No Lucia, ascolta me, non andare in palestra a fare macchine!
E’ così brutto poi vedere le donne mettere su muscoli come gli uomini… E’ così antifemminile!
Guarda, io quest’anno ho scoperto il corpo libero e ho fatto un abbonamento speciale in palestra: 3 mesi di Zumba, 3 mesi di Aerobica e 3 mesi di Rebounding”

– “Reboun… che??”, le chiede perplessa l’altra

– “Ma sì, rebounding, quel tappeto elastico che tu ci saltelli sopra e ti fa così bene perché ti drena tutto il corpo…”

– “Mmh, interessante. E hai avuto dei buoni risultati?”

– “Beh guarda, con la Zumba e l’Aerobica mi sono abbastanza divertita ma non sono riuscita a perdere peso, forse perché trattenevo troppi liquidi mi ha detto la mia istruttrice. Per quello ho provato anche il Rebounding e magari avrebbe funzionato, se non fosse che dopo un paio di lezioni mi si è inchiodata la schiena…”

A questo punto ne avevo sentite abbastanza.

Mi alzo e con la furia di un tornado punto dritta alle due tipe dell’ombrellone, decisa a spiegargli per filo e per segno la quantità di cavolate che si stavano raccontando.

Per fortuna mio moroso intuisce qualcosa, ormai mi conosce, mi prende per un braccio e mi invita “caldamente” a fare un bel tuffo rinfrescante con la speranza di farmi smaltire i bollenti spiriti.

Mentre sfogo con qualche bracciata selvaggia il nervoso che mi è venuto per l’ennesima volta, penso a quanto ci sia ancora da fare per dire alle persone – in particolar modo noi donne – quante tonnellate di informazioni sbagliate ci sono in giro sul dimagrimento e il mettersi in forma.

Ci sono centinaia di giornaletti, rotocalchi, post di Facebook e siti web in cui sembra si giochi a chi la spara più grossa, insensata o “fantasiosamente creativa”.

E la dieta del melone
e la dieta dell’anguria,
e l’allenamento del salto con la corda, da farsi rigorosamente a giorni alterni con le coppette drenanti (che ti riempiono di lividi anziché toglierti la cellulite… visto con i miei occhi gli effetti su una nuova cliente qualche giorno fa: sembrava l’avessero pestata a sangue!)

Come al solito, l’unica cosa che alla fine mi fa calmare è l’idea di tornare qui nel blog a scrivere per diffondere il più possibile tutte quelle informazioni che per me e le mie clienti sono ormai ovvie, ma per il resto del mondo sono ancora quasi del tutto sconosciute.

 

C’è libertà e libertà

 

Per prima cosa facciamo chiarezza: l’allenamento detto “a corpo libero” – più tecnicamente si direbbe “ALLENAMENTO FUNZIONALE” – su cui baso il mio programma e la mia consulenza in studio non ha NIENTE a che vedere con il saltellare a ritmo di musica più o meno caraibica, né tanto meno con il fare evoluzioni pericolose per le vertebre lombari saltellando come una matta su un tappeto elastico.

Intendiamoci: se ti piace fare Zumba, aerobica o tappeto elastico perché ti rilassa i nervi, ti fa scaricare le tensioni o anche semplicemente ti permette di fare quattro risate in compagnia, ben venga!

Non sarò certo io a dirti di non farlo!

MA se quello a cui stai puntando è rimetterti in forma, te lo dico senza mezzi termini: non ti servirà a nulla fare questi tipi di sport.

L’allenamento “FUNZIONALE”, o a corpo libero, che serve per rimettere in moto il tuo metabolismo, definire le tue forme – senza per questo toglierti la femminilità e farti sembrare un palestrato – e darti energia, forza, resistenza e benessere, ha un insieme di requisiti molto precisi e per nulla casuali.

“Un movimento si dice funzionale quando rispecchia i gesti della vita quotidiana, movimenti naturali realizzati grazie alla contrazione sinergica di piu’ gruppi muscolari.
Contrariamente ad altri metodi di allenamento più selettivi, l’allenamento funzionale ha come finalità lo sviluppo globale di tutte le principali capacità motorie, ossia le capacità condizionali (forza, resistenza, potenza), le capacità coordinative (equilibrio, controllo motorio e posturale, agilità, adattamento motorio..) e la mobilità articolare.”

Detto in parole più semplici:

il nostro corpo è nato per compiere movimenti utilizzando gruppi e sottinsiemi ordinati dei muscoli.

Prova a pensarci: secondo te gli ominidi della preistoria si mettevano seduti su un masso con un bilanciere in mano a fare muscoli?

O forse esercitavano vari muscoli tutti insieme, in un mix di forza e resistenza, mentre correvano, saltavano, si flettevano, si arrampicavano per andare a caccia?

Bravissima, la seconda.

E allora ti chiedo: come può essere “naturale” e funzionale ad una crescita armonica del tuo corpo, ad una ristrutturazione equilibrata delle tue forme, un allenamento fatto in palestra in cui ti metti lì e alleni uno massimo due muscoli per volta?

Esatto, non è possibile.

Perciò in effetti, se vuoi avere un corpo armonioso e non diventare la copia clone di un maschione muscoloso (sempre ammesso che tu riesca a seguire il ritmo e la durata degli allenamenti necessari per cominciare a vedere risultati con l’allenamento sulle macchine in palestra…) l’allenamento con le macchine in palestra NON fa per te.

E fin qui abbiamo parlato solo del vantaggio estetico di non sembrare un toro muscoloso anzichè una leggiadra fanciulla, ma ce n’è uno ancora più importante legato al fatto che l’allenamento funzionale – a corpo libero – va a stimolare e riattivare la muscolatura profonda, creando così stabilizzazione articolare, a differenza del lavoro focalizzato con le macchine/bilancieri.

Risultato? Previeni gli infortuni e rafforzi le articolazioni.

E scusa se è poco!

Ricordi la tizia dell’ombrellone 37 che fine ha fatto dopo solo qualche lezione di rebounding?

Esatto: le si è inchiodata la schiena. Anche questo non è stato un caso, anzi è una situazione che mi sono trovata a dover risolvere ormai non so quante volte da clienti arrivate da me in studio con la schiena K.O. per un allenamento sbagliato fatto in palestra o seguendo qualche fitness guru online.

Indovina un po’, quante probabilità ci sono che un adulto fuori forma, con le articolazioni irrigidite da stress, alimentazione non sempre impeccabile, allenamento “quando capita che riesco ad andare in palestra”, salga su un coso saltellante senza che le sue vertebre comincino a gridare vendetta?

Proprio così: molto poche.

Questo è l’altro motivo per cui

l’allenamento funzionale è una vera manna dal cielo per tutti in generale ma, in particolare, per chi non è particolarmente allenato o è fermo da tempo e ha bisogno di un percorso graduale fatto a misura della sua situazione personale con cui ri-conquistare forma, elasticità e forza. 

Soprattutto che dia il tempo alle sue articolazioni un po’ arrugginite di riprendere a fare il loro mestiere!

Questo è il motivo esatto per cui ho studiato Linea Lazy in modo che sia un percorso PERSONALIZZATO, sulla base precisa delle tue esigenze, del tuo grado di allenamento e della tua situazione personale.

E questo è anche il motivo per cui Linea Lazy è così efficace: essendo graduale non ti metterà MAI nelle condizioni della povera tipa dell’ombrellone 37…

 

Come evitare di mollare tutto ben prima di vedere l’ombra di un risultato

 

Trovare il tempo per allenarti, modificare la tua alimentazione – anche se di poco -, è pur sempre fare NUOVE ABITUDINI.

Già l’essere umano è un tipo abitudinario e, per questo, ODIA cambiare abitudini.

Ma se aggiungiamo anche il fatto che per andare in palestra, salvo che proprio tu non abiti nello stesso condominio della più scintillante palestra della città, devi quanto meno:

prepararti la borsa,
salire in auto o in tram per andare alla palestra,
salire nello spogliatoio, cambiarti,
aspettare il tempo che si liberi finalmente un tapis roulant,
farti tutta la tua eterna lista di ripetizioni monomuscolo (della cui validità nel tuo caso abbiamo già parlato),
svenire sotto la doccia,
asciugarti i capelli,
risalire in auto o in tram,
rientrare a casa,
prepararti la cena,

è facile capire perché così tanti smettano di andarci ben prima di Natale!

Tanto più se poi sei una madre di famiglia che deve pure trovare dove parcheggiare i pupi mentre, piena di zelante voglia di sudare, si fa svariati km in mezzo al freddo o alla nebbia per andare in palestra!

Ora fai un piccolo esercizio di immaginazione insieme a me…

Pensa di:

  1. poter avere un allenamento da fare – in totale sicurezza delle tue articolazioni – standotene comodamente a casa, senza dover affrontare nessuna scomodità ulteriore se non quella di accendere il pc e seguire le indicazioni precise ed esatte per te fatte da una personal trainer professionista che ti ha intervistata a dovere per darti esattamente ciò di cui il tuo corpo ha bisogno
  2. non dover acquistare NESSUN INUTILE attrezzo ginnico – che finirebbe invariabilmente nella cantina di casa a fare la muffa, senza doverti più sentire in colpa per il fatto che non lo usi e sapendo con certezza che potrai fare il tuo allenamento anche se dovessi trovarti in una camera di hotel perché sei fuori per lavoro o, meglio ancora!, in vacanza
  3. sentire che, allenamento dopo allenamento, il tuo corpo si rafforza, diventa più elastico, ha più energia e nel frattempo – metro da sarta alla mano – perde centimetri nei punti giusti, oltre che kg dalla bilancia
  4. fare tutto quello che ti ho indicato nei punti da 1 a 3 vedendo le tue chiappe diventare sode come il marmo pur senza MAI patire la fame né avere crisi epilettiche davanti a tuo figlio che si mangia beato e puro il suo bel gelato al cioccolato!

Niente male vero?

Lo so.

E’ per questo che Linea Lazy sta andando così alla grande. Quando ti accorgi che con 3 sole sessioni di allenamento di circa mezz’ora a settimana, che puoi fare comodamente da casa, senza nessun attrezzo, nè sforzi disumani per ritagliarti il tempo, nell’arco di pochissimo tempo

  • il tuo giro vita si assottiglia
  • le cosce si snelliscono
  • i glutei si alzano e si rassodano
  • le braccia si rinforzano
  • la pancia si appiattisce
  • i centimetri se ne vanno
  • i kg pure

allora non puoi che sentire la tua motivazione prendere il volo e ritroverai tu stessa, risultato dopo risultato, la voglia di continuare, continuare, continuare fino a raggiungere ESATTAMENTE la forma che avresti sempre desiderato, altro che fermarti prima di Natale!

Per tutto questo ho deciso di creare il mio programma Pancia Piatta in 7 giorni.

Se solo mio moroso non mi avesse buttata in acqua l’altro giorno probabilmente sarei riuscita – una volta che mi fossero passati i nervi! – a regalarlo anche alle due tipe dell’ombrellone 37.

Per loro ormai è tardi, ma per te no.

Clicca qui o sull’immagine sotto per scaricare [GRATIS] il mio programma Pancia Piatta in 7 giorni e tocca con mano tu stessa quanto è potente l’allenamento funzionale fatto come si deve!